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Che lavoro fai? Sai collocarti in una di queste due categorie? Dipendente o autonomo?

Vediamole velocemente insieme*:

il dipendente è colui che lavora alle dipendenze di qualcuno e in base al tempo lavorato percepisce una busta paga, di solito alla fine di ogni mese.

l’autonomo invece è una persona che si è messa in proprio aprendo un negozio, uno studio professionale, un bar, un ristorante… all’interno di questa attività passerà completamente le sue giornate e ad essa dedicherà

la maggior parte dei propri pensieri anche mentre sarà in fase di relax, la sera e i weekend. Potrebbe essere che l’attività intrapresa sia quella che più l’affascina e a cui avrebbe comunque dedicato grandissima attenzione e innumerevoli pensieri… Comunque non sempre le imprese iniziate in questo modo danno il risultato economico adeguato. Così, molto facilmente, il piacere di svolgere un lavoro appassionante si offusca e si dilegua all’aumentare delle preoccupazioni. Le percentuali di attività che incorrono nel fallimento in questa categoria variano ogni anno ma i numeri sono comunque sempre piuttosto sconfortanti (per approfondimento consulta i dati statistici delle Camere di Commercio)

Supponendo che tu appartenga ad uno di questi due grandi gruppi di lavoratori voglio farti una domanda: quando arrivi alla fine del mese sei soddisfatto? Per soddisfatto intendo dire se i soldi ti bastano ma anche; anzi soprattutto, se senti di aver degnamente vissuto la tua vita nell’ultimo mese trascorso. Lo so che la tendenza è questa: se arrivi alla fine del mese e tutti i conti della tua famiglia sono pagati devi tirare un sospiro di sollievo, guardarti intorno e sentirti fortunato. Se invece alla fine del mese non ci arrivi, magari ti lamenti un pochino ma poi cerchi di andare avanti sperando che il mal comune possa essere anche per questa volta mezzo gaudio, come dice il proverbio…

Trovo che non ci sia niente di male nell’appartenere a uno di questi due casi, qualsiasi sia il tuo lavoro. Io sono architetto e fintanto che facevo la libera professione da sola ero praticamente sempre senza soldi e facevo una gran fatica a fare tutto. D’altronde la sopravvivenza, con tutti i timori che si porta dietro, ha un grande potere, che è quello di distrarre fortemente da quelle che sono le aspirazioni personali, spirituali ecc. per questo poi manca energia e voglia di fare, perché nel fare quello che si fa non ci sentiamo abbastanza al sicuro. Ecco: la sicurezza. Ti se imai interrogato su cosa significhi oggi vivere in una situazione di sicurezza? Un tempo essere sicuri significava lavorare come dipendente per un’azienda. Oggi, fra forme di contratto diverse e sempre più mutevoli e sballottamenti imprevedibili nelle tendenze dei marcati non c’è più tanta sicurezza in tutto questo, no? Io per tanti fattori, fra cui quelli citati fino ad ora sono fortemente convinta che vada scelta la situazione giusta su cui investire la propria intelligenza, la propria disponibilità, la propria energia e tutte le risorse di cui ognuno di noi è senza dubbio dotato.

Se sei un genio del pensiero logico e matematico e saresti dotatissimo per lavorare nel settore dell’informatica, ma per influenze esterne ti trovi a fare il professore di materie umanistiche alle scuole medie probabilmente non darai il massimo del tuo potenziale, anzi! Magari soffrirai nel processo ogni giorno! E se invece sei un genio del computer ma ti trovi a lavorare in un negozietto periferico accanto al quale ad un certo punto costruiscono un mega punto vendita per l’informatica probabilmente non riuscirai ad avere i giusti risultati dalle tue risorse, giusto? Ecco: sono importanti due fattori:

1- scegliere l’attività più corretta per te

2- scegliere un settore che si espande e che promette bene per il futuro.

Chiaramente ci deve essere un ordine gerarchico fra le due cose:

Cosa è più importante fra questi due aspetti? Indubbiamente la cosa principale è essere sul treno giusto. Poi sul treno giusto puoi trovare le tue occupazioni e rendere alla grande. Se invece sei sul treno sbagliato potrai anche dare il massimo delle tue potenzialità ma probabilmente non se ne accorgerà nessuno, nemmeno le tue tasche!

*concetti tratti dal libro "I quadranti del cashflow" di Robert Kyiosaki, libro da leggere, assolutamente!!!

 

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Ecco la casa editrice con cui pubblico il mio romanzo.

Ho grande stima di loro e del loro modo di sostenere gli esordienti.

Il link vi manda sul blog della casa editrice che è sempre aggiornato con i nuovi lavori.

Lì è già visibile la copertina del libro. Un abbraccio a tutti!

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